Partivo per Colonia senza troppe aspettative, l’unico obiettivo era quello di evadere dalla vita quotidiana. Forse è proprio questa l’essenza di un viaggio. Lasciarsi trascinare da qualcosa di diverso.

Partivo per Colonia senza troppe aspettative. L’unico obiettivo era quello di evadere dopo la piccola disavventura in Sudafrica e diverse intense settimane di lavoro. Come di consueto ogni due – tre mesi mi si attiva il recettore della dopamina, il cosiddetto “gene del viaggio”. Lo giuro non è uno scherzo, alcuni scienziati confermano che è intrinseco nel nostro DNA. E allora non restava che andare sul web, cercare un volo low-cost ed eccoci catapultati in Germania, quattordici mesi dopo la divertente visita di Berlino. Ma perché proprio Colonia? Semplice, era il volo meno costoso.

 

 

Atterravamo in terra tedesca proprio verso l’ora di pranzo, la fame iniziava a farsi sentire e per di più pioveva. Ma chi se ne frega, la pioggia dà fastidio solo a Milano e soprattutto durante il week end.

L’aeroporto di Colonia è perfettamente collegato grazie alla linea S del treno. In appena 15 minuti e soli 3 € di spesa ti ritrovi comodamente all’interno della stazione centrale, a due passi dal Duomo e in pieno centro storico.

Un divertente selfie dava ufficialmente inizio alla nostra tradizione. Solo ed esclusivamente città calde da visitare per il ponte. Ed ecco Colonia dopo Riga (2017) e Dublino (2018).

colonia coppia raccontami un viaggio

Il tempo di posare i trolley in hotel ed è subito hamburger per pranzo. Monia sbaglia clamorosamente la scelta. Morale? Ho mangiato quasi due panini alle 15.30 del pomeriggio.

La pioggia continuava a cadere leggera e riusciva, quasi magicamente, a mettere in evidenza i teneri negozietti di cioccolato che popolavano le colorate stradine che si affacciano sul Reno. Siamo nell’ Altstadt, la parte più antica della città, quello che rimane del periodo post bellico. Come prima tappa decidevamo di visitare il Museo Ludwig. Che ci posso fare, l’arte moderna e contemporanea è un’altra mia piccolissima fissa da curioso cronico. All’interno bellissime collezioni di Astrattismo, Cubismo e l’immancabile Pop-Art.

 

 

colonia cioccolato raccontami un viaggio
colonia pop art raccontami un viaggio
colonia pop art 2 raccontami un viaggio
colonia pop art 3 raccontami un viaggio
colonia picasso raccontami un viaggio

In Germania è risaputo, la sera si mangia prestissimo. Prima di andare alla ricerca di un posto dove andare a cenare, decidevamo di imbucarci in una delle svariate birrerie che popolano il centro storico. La Kölsch è la tipica birra di Colonia,  bionda e ad alta fermentazione. Legata indissolubilmente alla storia di questa città e servita nel tipico bicchiere da 0,2L. Il sottobicchiere è l’unico mezzo che ti può salvare da una continua sostituzione da parte del cameriere. Non scherzo che è difficile uscire sobri da questi covi strapieni di musica e gente. Prestissimo cadevamo in un sonno profondo.

Dopo un’abbondante colazione, iniziavamo a percorrere i nostri 12 Km alla scoperta della città. Considerando le basse aspettative che nutrivo, non avevo studiato moltissimo, qualche sito e qualche video su Youtube. Soltanto la sera prima, direttamente in hotel, avevo dedicato un’ora abbondante per scoprire che Colonia è assolutamente una città da vivere, da visitare, da conoscere.

Ma andiamo per ordine.

La pioggia finalmente lasciava spazio ad una giornata asciutta e nemmeno tanto fredda. Decidevamo di iniziare la nostra passeggiata nuovamente dalle casine colorate che si affacciano tra il lungo fiume e la Chiesa di St. Martin.  

Da li tracciavamo una linea verticale che ci portava dal centro storico fino al quartiere Belga, passando dalla zona commerciale e dall’intrigante storia della famosissima Acqua di colonia.

Molti attribuiscono l’invenzione del noto profumo al personaggio di Giovanni Maria Farina, il quale trasferitosi a Colonia fondò un negozio di merci varie, dove l’acqua prese un ruolo di notevole importanza. Altre fonti, invece, attribuiscono l’invenzione a Gian Paolo Feminis che lasciò ad un altro Farina la ricetta prima di morire. Ma tra leggende, azioni legali e mille peripezie, in città nell’ottocento esistevano già quasi quaranta ditte che producevano la preziosa essenza che faceva di Colonia la città del profumo.

Da non perdere la boutique 4711 in Glockengasse n.4, dove poter guardare da vicino un pezzo di storia di questo famoso prodotto.

La passeggiata proseguiva verso il quartiere belga, la zona multiculturale di Colonia. L’aria che si respira è molto più frizzante. Imboccando Aachener Strasse inizia un susseguirsi di locali dall’aspetto urban e metropolitano. Ci sono negozi che vendono di tutto, dai vinili all’abbigliamento vintage, mentre le vie sono colorate da sprazzi di street- art.

Purtroppo il tempo stringeva e dopo appena un’oretta decidevamo di prendere la metro in direzione Agnesviertel. Ci ritrovavamo catapultati in una piacevole atmosfera bohémien, fatta di bei palazzi, bar e librerie indipendenti. Ci fermavamo li per il pranzo.

Molti attribuiscono l’invenzione del noto profumo al personaggio di Giovanni Maria Farina, il quale trasferitosi a Colonia fondò un negozio di merci varie, dove l’acqua prese un ruolo di notevole importanza. Altre fonti, invece, attribuiscono l’invenzione a Gian Paolo Feminis che lasciò ad un altro Farina la ricetta prima di morire. Ma tra leggende, azioni legali e mille peripezie, in città nell’ottocento esistevano già quasi quaranta ditte che producevano la preziosa essenza che faceva di Colonia la città del profumo.

Da non perdere la boutique 4711 in Glockengasse n.4, dove poter guardare da vicino un pezzo di storia di questo famoso prodotto.

 

La passeggiata proseguiva verso il quartiere belga, la zona multiculturale di Colonia. L’aria che si respira è molto più frizzante. Imboccando Aachener Strasse inizia un susseguirsi di locali dall’aspetto urban e metropolitano. Ci sono negozi che vendono di tutto, dai vinili all’abbigliamento vintage, mentre le vie sono colorate da sprazzi di street- art.

 

Purtroppo il tempo stringeva e dopo appena un’oretta decidevamo di prendere la metro in direzione Agnesviertel. Ci ritrovavamo catapultati in una piacevole atmosfera bohémien, fatta di bei palazzi, bar e librerie indipendenti. Ci fermavamo li per il pranzo.

colonia case raccontami un viaggio
colonia acqua raccontami un viaggio
colonia acqua negozio raccontami un viaggio
colonia vivaio raccontami un viaggio
colonia salotto raccontami un viaggio
colonia persone raccontami un viaggio
colonia statua balcone raccontami un viaggio

Un’altra lunga passeggiata ci riportava nuovamente in direzione Duomo. E’ stata davvero una bellissima esperienza attraversare il Ponte Hohenzollern con i suoi oltre 40.000 lucchetti, segno di amore e di passaggio.

Quanto è stato bello catturare il tramonto dall’altra parte del fiume, con in cielo un unico raggio di sole.

colonia fiume 2 raccontami un viaggio
colonia tramonto raccontami un viaggio

Iniziava a soffiare un fastidioso vento da nord, quale migliore occasione per andare a visitare il Museo del cioccolato. Dalla raccolta alla produzione, un susseguirsi di pannelli raccontavano storie e curiosità di questo meraviglioso dono della natura. Un insieme di antiche pubblicità ti accompagnavano dinnanzi alla fontana, proprio sotto le magnifiche dimostrazioni dei maître chocolatier. Fuori era ormai diventato buio, Colonia si accendeva dall’altra parte del fiume. Era arrivato il momento di andare a mangiare qualcosa e di condividere un paio di bicchieri di Kölsch.

Per la felicità di Monia avevo voglia di qualcosa di locale. Ci ritrovavamo seduti con quattro estranei al Peters Brauhaus. L’imbarazzo iniziale è durato giusto il tempo del primo brindisi e poi, tra una portata e l’altra, si parlava del più e del meno. Dei posti da visitare, delle città tedesche, del fatto con noi italiani gesticoliamo troppo quando parliamo e che la pizza e il gelato buoni come in Italia è impossibile trovarli.

Partivo per Colonia senza troppe aspettative, l’unico obiettivo era quello di evadere dalla vita quotidiana. Forse è proprio questa l’essenza di un viaggio. Lasciarsi trascinare da comunque qualcosa di diverso.

E se da queste basse aspettative ti ritrovi davanti ad un Duomo bellissimo, a delle casette colorate che costeggiano il Reno, all’aria frizzante del quartiere belga, all’intrigante storia dell’acqua di Colonia, agli eleganti negozietti di cioccolato, alla musica e alla risate che provengono dalle tipiche Brauhaus dove è impossibile non scambiare due chiacchiere con perfetti sconosciuti davanti ad un bicchiere di Kölsch,

Colonia diventa una città completamente diversa, dove ti senti subito a casa.

4 Commenti

  • Grazia
    Inviato 9 Novembre 2019

    Interessante racconto Samuele, fluido ed accattivante. Mi hai fatto ripercorrere i luoghi di questa città che, solo all’apparenza, sembra piatta! Con il tuo racconto gli hai dato un colore inaspettato!

    • Samuele Scarpulla
      Inviato 9 Novembre 2019

      Grazie mille Grazia, mi fa davvero tanto piacere leggere queste parole! Un abbraccio Samuele

  • Nadia (www.vogliovivereviaggiando.it)
    Inviato 3 Maggio 2020

    Bel racconto 😊

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